CarroBestiame torna con un album che vuole fermare il tempo
C’è un disco in uscita che parla di cose che durano. Si chiama Nel tempo in cui le cose erano fatte per durare ed è il nuovo lavoro dei CarroBestiame, band umbra tra le più interessanti della scena folk italiana. Disponibile dall’8 maggio su tutte le piattaforme digitali per Maninalto!
A un anno dall’EP Venivo dal letame e a due dal primo album In fondo al lago, i cinque musicisti umbri tornano con dieci tracce nuove. Inoltre, confermano e sviluppano ulteriormente la loro identità artistica.
Tra i Gogol Bordello e i Dubliners: chi sono i CarroBestiame
Definire i CarroBestiame non è semplice. Meno punk dei Gogol Bordello, più moderni dei Dubliners. La band si presenta, quindi, come anello di congiunzione tra la tradizione folk e il moderno pop rock.
Un progetto che vuole muoversi fuori dagli stereotipi del genere. Con questo disco, la band perfeziona la propria ricetta sonora. Si libera, così, dai canoni che troppo spesso relegano il folk italiano in una nicchia per pochi appassionati.
Il concept: un manifesto contro l’obsolescenza
Il cuore del disco è un’idea precisa. La band lo spiega direttamente:
“C’era un tempo in cui si valorizzavano la concretezza e la cura. Oggi siamo immersi nell’era dell’usa e getta. Questo album nasce per rallentare.”
I brani, quindi, sono pensieri che si sollevano sopra le macerie del superfluo. L’obiettivo è riportare all’essenza e ai valori fondamentali.
Violini, chitarre distorte e ballad: la musica del disco
L’album offre un equilibrio preciso tra momenti riflessivi e cavalcate ritmiche. Il violino attraversa tutte le canzoni. Conferisce, dunque, quel retrogusto tradizionale inconfondibile. Le chitarre elettriche e le ritmiche esplosive, invece, colorano strofe e ritornelli.
L’ascoltatore viene cullato in ballad sinuose come Aquiloni, Il lusso di invecchiare e Figlio dell’Africa. Quest’ultima vede la partecipazione di Davide “Dudu” Morandi e Francesco “Fry” Moneti dei Modena City Ramblers. Quando, invece, sale la tensione, Lame affilate, È quella giusta e Venivo dal letame trasmettono energia senza risparmio.
Infine, Contagiamo la città, Stakanovista e Una cena a casa mia coniugano momenti riflessivi con arrangiamenti ricchi e trascinanti.
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