Stasera in tv appuntamento con Passato e Presente
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Il ritiro sovietico dall’Afghanistan

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Il 24 dicembre 1979 l’Unione sovietica invade l’Afghanistan. I russi sono convinti che la guerra sarà breve, ma si scontrano subito con la resistenza dei mujahidin, i soldati di Dio. Gruppi di guerriglieri divisi per appartenenza etnica, idee politiche o zone di provenienza, ma tutti uniti per raggiungere un unico obiettivo: cacciare l’invasore sovietico dal loro Paese. Una pagina di storia recente analizzata da Paolo Mieli e dal professor Gastone Breccia a “Passato e Presente”, il programma di Rai Cultura in onda sabato 15 febbraio alle 20.30 su Rai Storia. Per gli ottantamila uomini della quarantesima armata sovietica si tratta di fronteggiare una vera e propria guerra di popolo, contro un nemico capace di affrontare condizioni estreme senza lasciarsi piegare, indifferente al tempo e alla sofferenza. Tra questi c’è il più abile e carismatico capo della resistenza afgana. Il suo nome è Ahmed Shah Massoud. Dopo nove anni di conflitto, le tattiche sovietiche si sono fatte più efficaci, gli uomini più esperti, ma i problemi restano sempre gli stessi: l’impossibilità di controllare il territorio, la vulnerabilità delle vie di comunicazione e l’ostilità della gente. La mattina del 15 febbraio 1989 l’ultima colonna della quarantesima armata, comandata dal generale Boris Gromov, si ritira dall’Afghanistan. Alle sue spalle lascia più di tredicimila morti.

Stando agli accordi di Ginevra (1988) il ritiro delle truppe sovietiche sarebbe dovuto avvenire in due fasi. Dopo aver ceduto parte dei mezzi e dell’equipaggiamento militare all’esercito della Repubblica Democratica dell’Afghanistan, l’Armata Rossa contava ancora 110.000 unità, 500 carri armati, 4.000 BMP e BTR, 2.000 pezzi di artiglieria e mortai e circa 16.000 camion. Entrambe le fasi del ritiro vennero complicate dalla forte presenza di mujaheddin armati in tutto l’Afghanistan.

Metà delle truppe destinate a ritirarsi nel lasso di tempo compreso tra il 15 maggio e il 15 agosto 1988 (prima fase) seguirono due direttrici.

Appuntamento assolutamente da non perdere.

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