Recensione: “MISDIRECTED - UNA ZITELLA NEL FAR WEST”, L’AMORE CHE SFIDA IL DESTINO “MISDIRECTED – UNA ZITELLA NEL FAR WEST”, L’AMORE CHE SFIDA IL DESTINO

Recensione: “MISDIRECTED – UNA ZITELLA NEL FAR WEST”, L’AMORE CHE SFIDA IL DESTINO

“MISDIRECTED – UNA ZITELLA NEL FAR WEST”, L’AMORE CHE SFIDA IL DESTINOUn cowboy rude e solitario e una zitella fuori dagli schemi nell’America di fine Ottocento.

Antonello Avallone è andato in scena al Teatrosophia con una commedia brillante ambientata nel Far West, dove il duello tra un cowboy isolato e una sposa per corrispondenza si trasforma in un’intensa esplorazione dei sentimenti, tra polvere, whisky e colpi accidentali.

La polvere del Nevada e l’eco delle cavalcate dei pionieri fanno da sfondo a Misdirected – Una zitella nel Far West”, una pièce che unisce la vivace scrittura di Joe Borini a una regia incisiva firmata da Antonello Avallone, protagonista e amato mattatore della scena teatrale nazionale – celebre per le magistrali interpretazioni nelle commedie di Luigi Magni e per un lungo percorso costellato di successi teatrali. Andato in scena il weekend scorso al Teatrosofia di Roma, lo spettacolo vede Avallone nel ruolo di Eric, un cowboy burbero, solitario e schivo che vive isolato in una baracca nel deserto. La sua unica compagnia è rappresentata dal fedele cane da caccia e dal cavallo, fino all’arrivo di Anna, una futura sposa per corrispondenza che, sbagliando indirizzo, irrompe nel suo rifugio sconvolgendo l’equilibrio della sua esistenza.

Fin dal primo istante – sigaro tra le labbra, sguardo torvo, whisky in mano e fucile al fianco – Eric incarna l’icona del cowboy western, impreziosita da inaspettate sfumature di vulnerabilità e battute sagaci. In un momento di confusione, Anna fa partire accidentalmente un colpo di fucile: il tiro ferisce il protagonista al braccio e alla gamba, azzoppa il cane e spaventa il cavallo, simbolo della rottura di un ordine quotidiano finora inalterato.

L’incontro tra i due si carica immediatamente di tensione: mentre Anna, titubante, annuncia continuamente l’intenzione di proseguire il viaggio per raggiungere il futuro e sconosciuto sposo, Eric esprime il desiderio di fermarla. In questo gioco di specchi e contrasti, tra gesti e silenzi, nasce una complicità inaspettata che unisce due mondi apparentemente inconciliabili.

Quello che avrebbe potuto apparire come un susseguirsi di equivoci si rivela invece un omaggio critico al mito della frontiera. Ambientata alla fine dell’Ottocento, epoca di sogni e conquiste, la pièce ribalta i cliché del cowboy solitario e degli indiani feroci, proponendo una narrazione in cui l’amore sfida le convenzioni.

La regia di Avallone, arricchita dall’abile scenografia luminosa di Manuel Molinu, plasma una messinscena essenziale ed evocativa, in cui il deserto si mostra nella sua cruda autenticità. Francesca Cati, nel ruolo di Anna, offre una performance trasognata ma concreta, donando al personaggio una delicatezza e una forza capaci di illuminare il freddo mondo del cowboy.

Antonello Avallone è garanzia teatrale senza fine! Nei gesti, nelle parole, nei silenzi, nel movimento. E chiaramente anche in Misdirected – Una zitella nel Far West”, conferma il suo storico talento interpretativo, dominando con maestria ogni palcoscenico italiano. Un piacere “famigliare” vederlo in scena.

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